L’autrice

Silvia Margherita è nata a Napoli e vive a Roma. Allieva di Omar Calabrese, si è laureata in Lettere e Filosofia con una tesi sulle strutture narrative e l’analisi della trasformazione di una notizia in racconto, tramite la semiotica di Umberto Eco e Algirdas Julien Greimas. Lavora come sceneggiatrice e autrice televisiva. È sposata e ha un bambino di sette anni, Andrea.

Silvia Margherita è nata a Napoli e vive a Roma. Allieva di Omar Calabrese, si è laureata in Lettere e Filosofia con una tesi sulle strutture narrative e l’analisi della trasformazione di una notizia in racconto, tramite la semiotica di Umberto Eco e Algirdas Julien Greimas. Lavora come sceneggiatrice e autrice televisiva. È sposata e ha un bambino di sette anni, Andrea.

Silvia Margherita

Sono nata a Napoli il 7 ottobre del 1972 da genitori ex sessantottini, molto intellettuali e un po’ radical-chic. Fin da bambina ho nutrito una grande passione che con gli anni si è trasformata in una necessità: creare e raccontare storie.

Da piccola, per inventare e mettere in scena un intreccio, mi servivo di bambole, Barbie e pupazzi d’ogni genere. Il mio gioco preferito era ideare i personaggi di una storia e metterli in relazione fra loro facendoli dialogare. Quando non avevo i giocattoli, per questo scopo, usavo qualsiasi cosa avessi a portata di mano e la trasformavo con il potere della fantasia: disegnavo e ritagliavo personaggi di carta, o talvolta persino i supporti delle candeline dei compleanni, capovolti, diventavano ballerine in tutù pronte a danzare sul tavolo. Creare storie mi ha sempre resa felice: è stata la mia salvezza nei momenti più tristi o difficili. Ha cullato e curato la mia solitudine.

Crescendo, i pupazzi e i bambolotti sono stati sostituiti dalle parole. Le storie e i personaggi venivano fuori dalla mia testa e si trasformavano in racconti sui fogli di carta, attraverso una pratica, che mi ha accompagnata fin da piccolissima: la scrittura. L’amore per i libri mi ha poi sempre tenuto compagnia ed è stato un vero e proprio rifugio. La possibilità di andare a pescare un bel libro nuovo da leggere nelle librerie delle mie sorelle più grandi, o (da adolescente) in quelle dei miei genitori, ha sicuramente alimentato questa passione.

Ho scelto il liceo classico Umberto 1 di Napoli dove mi sono diplomata nel 1989. Agli anni del liceo devo parte del percorso di studi che ho poi intrapreso. È di quel periodo la scoperta dell’amore per la letteratura greca in generale, per l’epica e per la mitologia come racconto leggendario — al di là del tempo e dello spazio — di un intero popolo. Possiedo un debito di gratitudine verso tutte le opere degli antichi greci che in termini di strutture narrative sono alla base e fondano il racconto: Aristotele che nella sua Poetica già teorizzava quello che poi nel Cinquecento sarebbe diventato il canone delle tre unità, i drammi in generale, e in particolare le splendide tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide. Un fenomenale professore del mio liceo, che non cito ma ringrazio a nome di tutta la mia classe, ha avuto il merito di farci appassionare alla struttura e alla funzione catartica della tragedia greca.

Dopo il liceo, sono andata a studiare all’Università di Siena. Mi sono iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia con l’indirizzo in Scienze della comunicazione. In quel periodo sono molti gli autori che hanno lasciato un segno importante e profondo in quello che è poi diventato il mio modo di organizzare una storia, nell’elaborazione della psicologia dei personaggi, nel plot e nel tipo linguaggio utilizzato. Alcuni particolarmente importanti sono: Vladimir Jakovlevic Propp e la sua Morfologia della fiaba, Claude Lévi-Strauss e la sua Antropologia strutturale, il fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud, Noam Chomsky per il rapporto fra il linguaggio e i problemi della conoscenza. Ancor più profondo è stato il segno lasciato dallo studio della semiotica di Algirdas Julien Greimas e Jacques Fontanille e la semiotica di Umberto Eco. Lector in fabula di Umberto Eco è per me la pietra miliare per qualsiasi persona desideri imparare a strutturare e scrivere un romanzo.

Silvia Margherita

Grazie a tali studi ho concepito la mia tesi di laurea sulle strutture narrative, la semiotica delle passioni e la trasformazione di una notizia in racconto. Mi sono laureata nel 1994 con il professor Omar Calabrese e il voto della mia laurea (vecchio ordinamento) è stato 110 e lode. Parte del lavoro della mia tesi di laurea è stato riassunto e pubblicato sull’inserto “Sette” del Corriere della sera.

Altra esperienza importante è stata il corso di video-creazione e cortometraggi che ho seguito durante il mio soggiorno a Granada, in Spagna, nell’ambito del progetto Erasmus. Il lavoro svolto è stato selezionato e ha partecipato alla mostra di video-creazione che si è tenuta al Palacio de Condes de Gavia di Granada. Fresca di laurea, mi sono poi iscritta alla Scuola di specializzazione in giornalismo e comunicazione d’impresa della LUISS Guido Carli. Oltre a portarmi dietro un bagaglio culturale di scrittura giornalistica, quel periodo mi ha lasciato sicuramente altri insegnamenti importanti: scrivere in fretta con una scadenza temporale e reggere stress e competizione.

Nel 1996 ho partecipato alla selezione per sceneggiatori indetta dall’australiana Grundy Productions — oggi Fremantle Media — presso la RAI di Napoli. Sono stata assunta e ho cominciato a lavorare come story-liner prima, e come story-editor poi, per la soap opera Un posto al sole in onda su RAI 3. La bellissima esperienza, durata cinque anni, mi ha permesso di lavorare al fianco di Wayne Doyle, sceneggiatore della famosa serie australiana Neighbours, e di imparare tantissimo sulla scrittura delle fiction televisive.

Sono seguiti altri lavori come autrice e sceneggiatrice televisiva, dove ho avuto l’occasione di lavorare sempre con sceneggiatori di grandissimo valore. Queste sono alcune delle serie televisive che ho scritto: Cuori rubati, prodotta dalla Grundy Productions e andata in onda su RAI 2, Vivere prodotta dalla Endemol e andata in onda su Canale 5, Crimini bianchi prodotta dalla Taodue — Nova Film di Pietro Valsecchi e andata in onda su Canale 5, Capri, prodotta da Rizzoli e andata in onda su RAI 1.

Sirene contro corrente è il mio primo romanzo. Questo libro è il risultato, la fusione, di tutte queste esperienze di studio e lavoro che ho avuto la fortuna di intraprendere nella mia vita.

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